Titolo: Il corridore che sorrideva sempre

Autore: Fabio Marzaglia e Luca Fornara

Anno di pubblicazione: 2015
 
Finalmente la biografia completa del corridore borgomanerese Pasquale Fornara, detto Pasqualino o Lino.
Questo libro colma una grossa lacuna rendendo merito ad un campione sconosciuto a troppe persone.
Pasqualino Fornara fu uno dei protagonisti del ciclismo negli anni della rinascita del nostro paese dopo la bufera della guerra. In gruppo c'erano ancora Gino Bartali, Fausto Coppi e Fiorenzo Magni e c'era anche Lino Fornara.
Nato a Borgomanero nel 1925, iniziò la sua carriera proprio alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945 correndo da dilettante con i colori della Società Sportiva Crennese.
Passato professionista nel 1949 corse fino al 1961 ottenendo 26 vittorie e vestendo la maglia di numerose squadre, dalla Bianchi alla Bottecchia solo per citarne alcune.
Fornara detiene ancora oggi il record di successi al Giro di Svizzera con ben quattro affermazioni.
Ha indossato nove volte la maglia rosa del Giro d'Italia.
Pasqualino Fornara è scomparso il 24 luglio del 1990 nella sua natia Borgomanero.
Il volume di 294 pagine, è corredato da numerosissime fotografie che provengono in gran parte dall'archivio personale della famiglia Fornara.
 
 

Titolo: Il '900 raccontato dal lavoro

Autore: Giuseppina Cerutti

Anno di pubblicazione: 2015

Editore: Carattere Mobile
 
Presentato all'interno del Festival della Dignità Umana edizione 2015 e coronato da una Mostra Fotografica presso la Fondazione Marazza nel settembre 2015, il volume è
stato curato da Giuseppina Cerutti che si è avvalsa di numerosi collaboratori.
Con la presentazione dello storico borgomanerese Alfredo Papale il testo si presenta suddiviso in numerosi capitoli dedicati al legno,fuoco, acqua, terra, aria,trasporti, colletti bianchi, carta, pane, mercato, ristorazione, fabbriche, lavori femminili, artigiani, sul lavoro.
Citiamo qui di seguito le parole dalla prefazione di Alfredo Papale che descrive la Mostra Fotografica e implicitamente il testo che ne costituisce il naturale proseguimento.
Dignità e Lavoro”, “Lavoro e Dignità”: sono termini di grande valenza etica che i visitatori di questa mostra, osservando le preziose immagini d’epoca, potranno declinare in “Mani, Occhi e Cuore”, perché si lavorava con le mani, guidate dagli occhi con la passione mossa dal cuore: tutto ciò costituisce narrazione visuale della Nobiltà del Lavoro !
Le immagini ritraggono varie attività del Novecento, alcune artigianali tipiche del nostro borgo che riservava al settore primario, quello agricolo, le cascine e le frazioni, mentre all’interno del centro storico operavano artefici, produttori e venditori allo stesso tempo.
Molte di queste attività, pervenute da una lunghissima e lenta evoluzione, erano ancora vive nella prima metà del secolo Ventesimo, ma attualmente ben poche sono praticate con grave perdita di valore umano e di sapere tecnico: nella società odierna la produzione e la commercializzazione dei manufatti non è più appannaggio delle singole aree, ma avviene a livello globale, in modo indifferenziato, contribuendo alla perdita dell’identità locale.
Il significato della mostra diventa veramente etico e utile, non mostrando solo attività da relegare nel museo del tempo che fu, ma offrendo uno stimolo e una speranza
nell’ottica veramente preziosa della Dignità e del Lavoro.

 

 

Titolo: Ab imo corde Studi in onore di Carlo Carena

A cura di Fiorella Mattioli Carcano – Associazione Storica Cusius
Editore: Carattere Mobile Editori 
Anno di pubblicazione: 2015
 
I 90 anni del professor Carlo Carena sono stati festeggiati dall’Associazione Storica Cusius con la pubblicazione di un libro che racchiude numerosi studi in suo onore da Lorenzo Mondo: “Del buon uso dei classici”, ai quali attingere sempre nuove lezioni di umanità e di stile, ad Anna Maria Cànopi, o.s.b.: “Viaggio verso la luce…”; Gabriele Trivellin o.f.m.: “La felicità. Il racconto di frate Francesco”; Carla Rita Bertona: “La Riviera d’Orta nei documenti del Fondo Museo della Biblioteca civica Negroni di Novara”; Maurizio Bettoja: “Gli stemmi della basilica di San Giulio d’Orta.
Un censimento araldico”; Lino Cerutti: “Fuochi d’artificio e palloni aerostatici per una festa con il vescovo” a Sambughetto in Valle Strona; Andrea Del Duca: “I Cimbri e le Alpi” per uno sguardo attraverso gli occhi dell’archeologo; Fiorella Mattioli Carcano “«Si chiamino Orsoline di San Giulio, protettore veramente di questa Riviera» Il convento delle Orsoline di Orta (1645-1811), una ricostruzione attenta e precisa dell’antico convento; Paolo Milani: “Note storiche sulla conservazione delle pergamene dell’Archivio di San Gaudenzio di Novara”; Sergio Monferrini: “I Sesalli e la stampa a Novara tra metà Cinquecento e inizi Seicento”; Alfredo Papale: “Nel centenario della Grande Guerra (1915-1918): la memoria dei caduti di Borgomanero e di Orta”; Damiano Pomi: “San Demetrio: un martire orientale all’Isola di San Giulio”; Dorino Tuniz: “La Francigena novarese, una strada per l’Europa”; Alberto Arlunno: “Orta, Ghemme e Cluny”, tra di loro un legame potente fatto di cultura, storia, interiorità, paesaggio, saggezza sia dei monaci, che della lunga catena generazionale dei vignaioli; Cesare Carcano: “Note sul paesaggio agrario di Orta nel passato”; Tullio Rigotti: “Il Catasto Rabbini per l’area del Comune di Orta Novarese” con una interessante sezione dedicata ai toponimi dei terreni in dialetto; Valerio Cirio:  “Gli scuroli del Cusio”, non solo quelli di san Giulio e di San Giuliano ma anche quello di san Prospero a Pogno; Michela Cometti: “Un viaggio di Giovanni Battista De Gubernatis tra Oropa e Varallo, al lago d’Orta e al lago Maggiore nella collezione di acquerelli della Galleria d’Arte Moderna di Torino”; Marina Dell’Omo: “«Stephanus Delphinus ab Insula»: aggiornamenti dai documenti e una segnalazione”; Carla Falcone: “La collezione Remogna alla Pinacoteca di Varallo”; Giacomo Gagliardini: “La Collegiata dei Santi Pietro e Paolo in Borgosesia: cenni per una storia dell’edificio e delle opere”; Simone Riccardi: “L’altare della Beata Vergine del Rosario e una pala vercellese in Santo Stefano a Occhieppo Superiore”; Edoardo Villata: “Una mitologia per Paolo Pagani”; Paolo Volorio: “I giardini elettrici di Piero Portaluppi”, architetto recentemente rivalutato e studiato approfonditamente; Raffaele Fattalini: “Due inediti su «Il Balordo» di Piero Chiara”; Cesare Bermani: “Due ricerche negli anni Sessanta del Novecento nel Novarese e Vercellese” e infine Uberto Pestalozza: “L’Ordine internazionale raccontato ai miei nipoti”. Il volume si chiude con una interessante ricerca iconografica di san Carlo Borromeo nel Cusio a cura di Lino Cerutti.
 
(a cura di Luisella Mazzetti)

Titolo: Franca e il lume della Cevola - La vita, la guerra, i partigiani 
Autori: Giulia e Lorenzo Borelli
Interlinea Edizioni
Anno di pubblicazione 2015
Introduzione di Giovanni Cerutti - Direttore Istituto Storico Resistenza di Novara
 
Un appassionato dialogo tra generazioni diverse per indagare nella memoria della nonna e mamma Lanfranca Barbaglia, una donna generosa e semplice ma allo stesso tempo assai coraggiosa e che visse in cascina Cevola ad Invorio tra il 1926 e il 1946.
Una donna che seppe accogliere i partigiani delle brigate garibaldine che cercavano rifugio nella zona del Vergante. Nella bufera della guerra, senza esitazioni, Franca decise da che parte stare, esponendo a rischi terribili sè e la sua famiglia. I comandi partigiani riposero fiducia in questa donna coraggiosa e le affidarono il pericoloso compito di trasmettere i messaggi tra i partigiani.
Una storia appassionata scritta dal figlio e dalla nipote di Franca, alla ricerca delle proprie radici comuni.
Nella seconda parte del volume troviamo invece una raccolta di alcune pagine di Resistenza invoriese. Testimonianze orali e scritti per non dimenticare la nostra storia.
Infine una appendice è dedicata alla cascina Cevola, teatro delle vicende raccontate e della vita di Franca, dove il lume era sempre acceso per accogliere chi necessitava di aiuto.
 

 
 
 

Titolo: San Filiberto sul Lago d’Orta
A cura di Piero De Gennaro e Angelo Marzi
Casa Editrice Nuova Trauben – Torino
Anno di pubblicazione 2015
 
Nel volume sono raccolte le relazioni presentate nella giornata di studi dedicata all’antica chiesa di San Filiberto che si è svolta il 13 settembre 2014 nella sede dell’Associazione Famiglia Alzese. 
Nel primo capitolo Francesca Garanzini  racconta delle recenti indagini archeologiche presso la chiesa di San Filiberto: primi risultati e prospettive di ricerca. Scoperte molto importanti che dovranno sicuramente proseguire per  poter scrivere la storia più antica di questo sito.
Fiorella Mattioli Carcano si è occupata de “Il culto di San Filiberto e di altri santi nel Medioevo Cusiano”.
Avendo Filiberto aderito alla regola di San Colombano, molto legato alla famiglia dei Da Biandrate, la storica ipotizza che siano stati proprio loro ad aver importato sulle rive del lago il culto del santo francese del quale sono conservate le reliquie nella basilica di San Giulio.
Curioso il capitolo dedicato alla storia francese di Philibertus scritta da Marie Thèrese Reed che non era a conoscenza della chiesa cusiana.
Angelo Marzi si è dedicato, nel bene e nel male, agli ultimi 100 anni di storia dell’edificio attraverso i suoi parroci, da don Urani che decise con i suoi parrocchiani di intervenire sul pavimento perché vi erano problemi di umidità, coprendolo, purtroppo, con un battuto di cemento, a don Luigi Calderoni che ebbe il merito di riprendere, alla fine della guerra, le processioni alla matrice ovvero alla Basilica di San Giulio all’isola.
Le edicole della Via Crucis risalenti al 1700 sono state oggetto di studio da parte di Piero De Gennaro. Dipinte originariamente da Lorenzo Peracino, furono ridipinte nel 1932 da Mario Albertella.
Il volume è arricchito inoltre dalla cronologia dei parroci di San Filiberto dal 1675 e da numerose fotografie, anche d’epoca.
 
(a cura di Luisella Mazzetti)

 

Titolo: La Colletta di Luzzogno. Arte e Fede nei secoli
Autore: Marco Canali e Franca Franzosi con la presentazione di Marina Airoldi
Edizione Stampa Diocesana Novarese
Anno di pubblicazione 2015
 
Il volume, di circa 200 pagine riccamente illustrate, è suddiviso in due parti, la prima si occupa del culto, partendo dalle origini, e della devozione popolare, nella seconda  si prendono in esame le documentazioni artistiche della chiesetta posta su una piccola collina fuori l’abitato di Luzzogno in valle Strona.
La Madonna della Colletta è conosciuta anche oltre i confini della valle in quanto, ogni tre anni, le viene dedicata una importante festa della quale si occupa un Comitato formato da 12 membri.
Il rito, anche se a prima vista potrebbe sembrare meramente folkloristico, è dettato da una devozione e da una fede non comuni come solo gli abitanti del borgo possono dimostrare nei confronti della loro santa protettrice.
Il lavoro che svolgono nel preparare la galleria formata da oltre 220 teli è immenso, vi partecipano tutti, dai bambini agli anziani, ognuno ha un compito affinché la festa si svolga nel migliore dei modi.
I coscritti di 20 anni devono fare la guardia ai teli la notte prima, quando vengono raccolti nella chiesetta di Santa Marta, i bambini nelle settimane precedenti hanno preparato centinaia di secchiellini colorati dove verranno messe le candeline, uniche luci che rischiareranno il passaggio della statua della Madonna delle Grazie nel suo viaggio dal santuario alla chiesa parrocchiale.
Tutto si svolge immutato dal 1882, solo una cosa è cambiata, per permettere a tutti di poter sostare in preghiera davanti al simulacro il ritorno si svolge, con le medesime modalità, il sabato successivo e non più il giorno dopo.
Sicuramente vale la pena visitare la “chiesetta isolata su un colle”  che risale al 1500 ma forse è molto più antica. Gli affreschi che si possono ammirare sui muri  rappresentano nel primo riquadro, San Rocco e la Madonna con Gesù Bambino; nel secondo, San Bernardo; nel terzo, Gesù in croce, la Madonna e San Giovanni; nel quarto, di grandi dimensioni, il Giudizio Universale.
Vi sono inoltre tre riquadri con le virtù Cristiane impersonate dalla Madonna: la Concordia, la Carità, l' Umiltà. Due preziose tavole fiamminghe che si trovavano nel santuario della Colletta sono state trasportate per sicurezza nella chiesa parrocchiale di San Giacomo, una rappresenta la Vergine Adorante e l’altra l’Adorazione dei Magi.
 
(a cura di Luisella Mazzetti)

Titolo: “Lago Maggiore, lago d’Orta in vela”
Autore: Walter Zerla
Testo: Multilingue
Anno di pubblicazione: 2015
 
Splendido libro fotografico, 170 scatti realizzati da Walter Zerla in più di due anni di navigazione sui laghi Maggiore e Orta con una barca a vela, la “Caipirinha Fantini", in completa solitudine.
Un viaggio fatto con il cuore, come gli aveva consigliato il suo cardiologo, per osservare gli specchi d’acqua da un’altra prospettiva, per viverli standoci in mezzo e non sulla riva.
Il risultato è sorprendente: le immagini che scorrono pagina dopo pagina sono ricche di emozioni che il fotografo cusiano riesce a trasmettere attraverso il suo obiettivo che ha fermato momenti unici. La nebbia, le montagne innevate, i tramonti infuocati, gli animali tra colori, visioni e sensazioni che hanno anche lo scopo di unire le persone attraverso un unico filo conduttore fatto con il prezioso elemento liquido.
Sguardi rubati tra darsene e giardini segreti, tra silenzi e pensieri e riflessioni. Il libro è arricchito dal contributo di professionisti ed esperti quali Mosè Franchi, Tiziano Nava, Marco Zacchera, Davide Parodi e Giuseppe Morabito.
Quest’ultimo dedica il suo capitolo al Progetto S.A.I.L.I.N.G. ovvero “Sensor-based Assessment on In Lake processes and water quality – Scientific Investigation and Growing environmental awareness” che significa “Valutazione basata su sensori dei processi che avvengono nel lago e della qualità delle acque”, infatti sull’imbarcazione erano montati sensori sensibilissimi per la raccolta di dati per il CNR, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi di Pallanza.
Le informazioni  permetteranno ai ricercatori di comprendere meglio i fenomeni che avvengono nel lago quali la temperatura, la composizione chimica. Si tratta del primo esperimento in Europa di studio e monitoraggio continui delle acque lacustri.
 
(a cura di Luisella Mazzetti)
 

 
 

Titolo: “L’antica Terra di Grassona sul Lago d’Orta” I e II
Autore: Elio Anchisi
Anno di pubblicazione 2015
 
Due volumi riccamente illustrati e interamente dedicati a Grassona, un omaggio che Elio Anchisi fa alla deliziosa frazione di Cesara e che definisce come un “piccolo lavoro di riordino”.
“La nostra terra” è il titolo del primo capitolo, a sua volta suddiviso in sotto capitoli sulle origini, sul tempo del mare, delle montagne, dei ghiacci e dell’acqua.
Il percorso prosegue poi fino ad arrivare alla protostoria, alle antiche popolazioni che in qualche modo ebbero contatti con il territorio di Grassona e alle prime comunità cristiane.
Uno spazio importante è dedicato a San Giulio, costruttore di cento chiese, e patrono non solo dell’isola ma di tutte le terre cusiane.  La storia narrata da Anchisi arriva fino ai giorni nostri con attente ricostruzioni di fatti e avvenimenti della comunità comprese le vicende della squadra di calcio, del famoso dancing “La Capannina”, della costituzione del Gruppo Alpini perché anche questi sono ricordi da fermare nel tempo prima che vengano dimenticati.
Il primo volume termina con la storia della chiesa parrocchiale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo dalla sua fondazione ai restauri del 1991.
Il secondo volume lo si potrebbe definire più “folkloristico” in quanto le notizie in esso contenute riguardano argomenti  che fanno di Grassona un territorio molto particolare.
Un intero capitolo è dedicato alle “Sette Cappelle”, ovvero la cappella di Santa Teresa, del Sacro Cuore, del Rosario, dell’Immacolata, dell’Annunciazione, di Santa Lucia e della Croce, veri e propri segni dell’edilizia devozionale ed espressioni della religiosità popolare, fatte costruire da privati cittadini a partire dalla seconda metà del 1700 in seguito a voti fatti per ottenere grazie particolari.
Un altro  capitolo è dedicato alle sacre Reliquie e uno a tutti i parroci fino a don Agostino Braga, predecessore di don Renato Sacco. Molto importante e soprattutto interessante è “Il segno delle pietre”, ovvero un itinerario alla scoperta di incisioni, non solo rupestri, e architetture medievali.  Dalla grande e meticolosa ricerca d’archivio effettuata dall’autore emerge anche l’antica toponomastica e le piccole cronache di un mondo che non c’è più con le feste, i proverbi, le tradizioni popolari.
Non sono stati dimenticati i soldati di Grassona, dal Risorgimento alla Seconda Guerra Mondiale, quello che nei secoli è stato lo sviluppo demografico e i soprannomi popolari. Più di vent’anni di lavoro dedicato a tutta la gente che nel borgo è nata, o che, a vario titolo, l’ha frequentato e amato.
 
 
(a cura di Luisella Mazzetti)

 

Titolo: Arola Storia e Memorie di una Comunità
a cura di: Dorino Tuniz
Anno di pubblicazione: 2015
 
Mancava un punto fermo nella storia di Arola, borgo al confine tra il Cusio e la Valsesia, oggi c’è: uno splendido volume riccamente illustrato con meravigliose immagini e testi inediti curato da Dorino Tuniz con il contributo di Marco Barbetta, Susanna Borlandelli, Valerio Cirio, Marina Dell’Omo, Flavia Fiori, Enrico Gobetti, Fiorella Mattioli Carcano e Luca Zirotti.
La caratteristica principale che subito conquista il lettore è la presenza di fotografie che ben rappresentano l’arte, l’architettura e la comunità del paese.
L’occhio del fotografo ha fissato luoghi e persone che altrimenti si sarebbero perse tra altri ricordi… e questo è il primo approccio, poi comincia la lettura con la storia della strada della Colma e degli antichi toponimi di quelli che una volta erano alpeggi, prati e zone magari anche abitate che oggi però rischiavano di essere inghiottite dall’oblio del tempo che scorre inesorabile.
Una parte importante è dedicata alle chiese e agli oratori, in particolare l’oratorio di Sant’Antonio Abate che racchiude al suo interno un tesoro quasi sconosciuto agli stessi abitanti: il ciclo di affreschi della vita del santo recentemente attribuito da Simona Oioli a Giovanni De Campo e alla sua scuola.
Attraverso le relazioni degli studiosi che hanno collaborato si hanno inoltre notizie sui paramenti sacri e i preziosi tessuti, sugli apparati decorativi e scultorei degli edifici sacri, sulle storie di emigrazione fino ad arrivare ai fatti di tutti i giorni, quelli più vicini alla gente che però devono essere ancorati saldamente per attraversare i secoli.
Il compito di questo libro è proprio questo: ricordare per le generazioni che verranno. Così si possono trovare il Gruppo Alpini, la Pro Loco, il Presepe Vivente in piazza la notte di Natale che ebbe inizio nel 1981 organizzato da don Carlo Masseroni.
Un capitolo è dedicato a quelle che furono due importantissime attività per gli Arolesi, la coltivazione della canapa e la preparazione del carbone di legna. Spazio anche al rapporto con l’acqua, con un excursus tra fontane e lavatoi, e con il… vino, ricordando i luoghi di aggregazione tra osterie e locali di ritrovo.
Infine le ricette, quelle che le donne si ingegnavano ad inventare con i pochi ingredienti a disposizione e che venivano tramandate da nonna a nipote, da mamma a figlia. Leggendole si possono ancora immaginare i profumi che si sprigionavano nelle cucine: la minestra di zucca, di erbe di prato, la zuppa di camomilla, la torta del pane.
 
Il libro è reperibile presso il Comune di Arola. Il ricavato verrà utilizzato per il restauro delle cappelle votive del paese.
 
 
(a cura di Luisella Mazzetti)
 

 

Titolo: “Leon d’Oro 1815-2015 Due secoli di turismo ortese nella storia di un hotel e di una famiglia di albergatori”
Edito da Caratteremobile – Borgomanero
Anno di pubblicazione 2015
Ricerca storica e testi Fiorella Mattioli Carcano
Ricerca iconografica Fiorella Mattioli Carcano, Paola Primon
 
 
Nel ricco panorama editoriale dedicato a Orta spicca un volume di recente pubblicazione a cura della dottoressa Fiorella Mattioli Carcano dal titolo “Leon d’Oro 1815-2015 Due secoli di turismo ortese nella storia di un hotel e di una famiglia di albergatori”. Il libro è stato promosso ed edito per desiderio di Marilena e Pinuccia Ronchetti per commemorare i 200 anni di attività dell’hotel Leon d’Oro di Orta San Giulio.
Attraverso una attenta e precisa ricerca storica vengono alla luce fatti e vicende che ricostruiscono un’epoca che vede come protagonisti non solo le persone ma l’intero borgo lacustre. Ogni capitolo è un racconto di fatica, di impegno, di caparbietà che nei secoli si è tramandato attraversando periodi sereni e altri più agitati ma sempre con la caratteristica di saper accogliere gli ospiti che giungevano in questo angolo di Paradiso. E così ecco “I Ronchetti antica famiglia ortese, albergatori da oltre quattro secoli”, “Forestieri e viaggiatori a Orta fino al Settecento”, “Le attività alberghiere dei Ronchetti nel panorama del turismo ortese dell’Ottocento”, “Il Leon d’Oro, il più antico albergo di Orta ancora in attività” in un richiamo della genesi del turismo ortese, da meta e tappa di pellegrinaggi, a luogo di frequentazione per commerci, fino allo sviluppo di fine Settecento, nell’ambito del Grand Tour.
Si prosegue pienamente in tutto l’Ottocento, nelle varianti del viaggio romantico pittoresco, molto legato al mondo inglese e vittoriano, e anche a quello francese e tedesco, nel contesto della regione dei laghi, visto per alcuni come esplorazione di natura geografica e antropologica, inserito in questo caso nella visita della regione alpina.
Tra i personaggi che scelsero Orta per un loro soggiorno anche Friedrich Nietzsche che al Leon d’Oro soggiornò nei primi giorni di maggio del 1882, Honoré de Balzac, Marianne North.
 
(a cura di Luisella Mazzetti)

 

Titolo: Gabriel’s Guide St’Giulio Isle
Autrice Gabriel Graffin
Editore Wyvern Works
Anno di pubblicazione  2015
 
Una nuova guida all’incantevole isola San Giulio è il frutto del lavoro della poetessa inglese Gabriel Griffin, una delle poche abitanti di quell’angolo di Paradiso che sorge in mezzo al lago d’Orta.
Scritto durante l’alluvione del novembre 2014, quando l’acqua l’aveva costretta in casa, il volume di 120 pagine illustrate a colori, racconta  degli illustri ospiti, imperatori, regine, artisti e santi, che nei secoli l’isola l’hanno vissuta in prima persona, conquistata o semplicemente visitata.
È un invito a perdersi lungo l’unica via dalla quale si dipanano vicoli che sbucano su paesaggi di vecchie dimore, di antiche torri e di natura selvaggia.
Quando i motoscafi riportano a riva gli ultimi visitatori  e “l'isola si ritira in se stessa, le poche ville sono chiuse, le suore cantano nella cappella, deboli echi di musica classica soffiano sopra le acque di Villa Tallone” le pagine di Gabriel aleggiano leggere.
Al momento la guida è disponibile solo in lingua inglese ma a breve verrà pubblicata anche la traduzione italiana
 
(a cura di Luisella Mazzetti)

 

Titolo: L’isola del drago
Autore: Daniele Ramella
Anno di pubblicazione 2015
Casa editrice: stampato in proprio/ebook
 
Due date, il 392 d.C. e il 2016, e un solo luogo, l’isola San Giulio. In bilico tra fantasy e realtà, tra passato e futuro, le pagine di questo racconto scorrono velocemente insinuando dubbi e alimentando leggende metropolitane.
Chi vive nell’antica grotta tra Ronco e Oira? Cosa oscura a volte la luce del sole proiettando ombre sinistre e minacciose?  È questo lo scenario che si potrebbe profilare a breve sul tranquillo lago d’Orta dove si aggira una ragazza dai capelli candidi e che ama le uova di drago.
E poi ci sono Julius, disposto a tutto pur di sradicare il paganesimo, e Jiulianus, inconsapevole conoscitore dell’antica lingua dei Draghi.
Sarà la viverna, invitata da Julianus ad abbandonare l’isola per rifugiarsi in un luogo più sicuro, a lasciare la traccia della sua discendenza?
Un panorama completamente diverso da quelli ai quali eravamo abituati, un’isola che ha ancora tanti misteri da svelare.
 
(a cura di Luisella Mazzetti)

 

Titolo: “C’è una vita da vivere”
Autori: Marco Cagnone e Barbara Desilani
Anno di pubblicazione: 2015
 
Due cognati originari di Prato Sesia, quattro mani, un romanzo breve, questi gli ingredienti per una storia che si dipana tra la Valsesia, la Sacra di San Michele, il lago d’Orta e la sua splendida isola di San Giulio.
Cinque personaggi, due uomini e tre donne, vengono invitati attraverso strani bigliettini a recarsi a Orta per imbarcarsi poi alla volta dell’isola di San Giulio.
Una trama giocata su “Se una notte d'inverno un viaggiatore” di Italo Calvino; “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry; “La storia della gabbianella e il gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepúlveda e “Va’ dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro, libri che legano tra di loro i protagonisti i quali, man mano che scorrono i giorni, prendono sempre più coscienza di sé grazie anche agli interventi “divini” di don Antonio.
Quello che sembra un gioco si trasforma nella ricerca di valori profondi e intimi che sembrano persi per sempre perché “C'è una vita da vivere, non lasciate che il tempo trascorra senza viverla fino in fondo”.
E tutto naturalmente ruota attorno ad un luogo magico così com’è magica e misteriosa la sua biblioteca sotterranea alla quale si accede attraverso una porta sulla quale è raffigurato un drago con le ali di farfalla e questo luogo è proprio l’isola al centro del lago d’Orta. 
L’ideatore di tutto, Gregorio, non riuscirà mai a vedere portato a termine il suo progetto purtroppo la malattia lo porterà via prima di poter parlare con le persone che più o meno inconsapevolmente ha aiutato a risalire dal fondo dove erano caduti o stavano per farlo.

(a cura di Luisella Mazzetti)