P1323
Strada Stresa Alpino - anno 1914 - Archivio S.Perrone
P1322
Mottarone - Archivio S.Perrone
P1321
Ferrovia elettrica Stresa Alpino Mottarone - Archivio S.Perrone
P1320
Mottarone 1956 - Archivio S.Perrone
P1319
Mottarone Chiesa Madonna della Neve - Archivio S.Perrone
P1318
Mottarone - Baita CAI Omegna - Archivio S.Perrone
P1317
Mottarone 1955 - Colonia SNIA Viscosa - Archivio S.Perrone
P1316
Mottarone - Archivio S.Perrone
P1315
Mottarone - Archivio S.Perrone
P1314
Mottarone - Grande Albergo e Madonna della Neve - Archivio S.Perrone
P1313
Mottarone Stazione - Archivio S.Perrone
P1312
Mottarone - Grand Hotel 1914 - Archivio S.Perrone
P1311
Mottarone - costumi del lago Maggiore - Archivio S.Perrone
P1310
Mottarone 1936 - Archivio S.Perrone
P1309
Mottarone 1907 - Archivio S.Perrone
P1308
Anni 30'-40' Grand Hotel Mottarone e ferrovia Stresa-Mottarone - Archivio F.Valeggia
P1307
Anno 1941 - Mottarone Grand Hotel e Cappella Madonna della Neve - Archivio F.Valeggia
P1306
Anno 1943 - Mottarone Albergo Impero e ferrovia Stresa-Mottarone - Archivio F.Valeggia
P1305
Anno 1907 - Mottarone con la neve - Archivio F.Valeggia
P1304
Anno 1921 - Mottarone la vetta e sciatori d'altri tempi - Archivio F.Valeggia
P1303
Anno 1905 - Il Mottarone detto anche il Righi Italiano - Archivio F.Valeggia
P1302
Anno 1927 - Croce in marmo sulla cima del Mottarone, turisti d'altri tempi e dame con ombrellino - Archivio F.Valeggia
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Anno 1911 Grande Croce sulla cima del Mottarone, gruppo di gitanti - Archivio F.Valeggia
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Molte sono le passeggiate che si possono intraprendere da Orta, ma certo la più tradizionale è quella del Mottarone.

I giovani e le signorine d'Orta o villeggianti, si vantano infatti d'essere saliti due o tre volte alla vetta famosa. In genere tale gita viene combinata a tarda sera, tra amici, sulla piazza, animata da bimbi che corrono e da savie persone che passeggiano.

Invece di cacciarsi sotto le solite coperte, si preparano dei panini imbottiti, delle buone bottiglie di quel vecchio e... scoccata la mezzanotte, quando gli ultimi nottambuli lasciano le osterie e la piazza si fa deserta, si parte.

E bisogna vedere che serietà di scarponi e che lunghezza di bastoni, sfoggiano i novellini della montagna.

Così si va... magari cantando e sulla schiena dei più prudenti si vedon ciondolare delle vecchie lampade a moccolo, per affrontare il tenebrore del bosco, oltre Armeno.

La passeggiata comincia a farsi interessante dopo Cheggino: la salita è ripida e sassosa, l'oscurità intensa per le piante fitte: la comitiva provata da qualche ora di salita, si fa silenziosa e tranquilla... Finalmente ad una svolta di dorsale appare l'incanto del lago Maggiore: luci trepide a Pallanza, foschia misteriosa, verso le sponde orientali. Si fa sosta in attesa dell'aurora... Finalmente eccoci ai piedi della grande Croce della vetta. La brezza si è tramutata in vento gagliardo: ci si ripara nei mantelli e nelle coperte, ma non si cessa di guardare...

 

da "Il Borgo d'Orta" di Renato Verdina - Omegna 1940

 

Paesi e paesaggi - Il Mottarone