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Tenda della Croce Rossa - Archivio G.Cavigioli
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Postazione per la radiotelegrafia - Archivio G.Cavigioli
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Il re Vittorio Emanuele III - Archivio G.Cavigioli
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Il re Vittorio Emanuele III al Colle della Guardia di Bugnate - Archivio G.Cavigioli
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Il re Vittorio Emanuele III al Colle della Madonna della Guardia di Bugnate - Archivio G.Cavigioli
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Mappa delle operazioni - Archivio G.Cavigioli
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Il re Vittorio Emanuele III al Colle della Guardia di Bugnate - Archivio G.Cavigioli
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Cartolina commemorativa - Archivio G.Cavigioli
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Caricamento del pane sui camion - Archivio G.Cavigioli
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Accampamento della Brigata Puglia ad Agognate - Archivio G.Cavigioli
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La guerra > Grandi Manovre 1907

Grandi Manovre del Sempione 28 agosto – 6 settembre 1907

Queste grandi esercitazioni militari nacquero dall’idea di poter contrastare una eventuale invasione straniera sul suolo italiano, proveniente dalla Francia e dalla Svizzera in seguito alla violazione della neutralità proprio di quest’ultimo paese.

Le truppe coinvolte in questa enorme esercitazione militare ammontavano a 75.000 uomini divisi in un esercito invasore (partito rosso) e un esercito difensore (partito azzurro).

La Direzione generale delle Grandi Manovre era affidata al Generale Tancredi Saletta Capo di Stato Maggiore Italiano.

Alle Grandi Manovre assistettero numerosi Ufficiali Esteri: Svizzera, Argentina, Francia, Inghilterra, Turchia, Spagna, Germania, Austria, Giappone e Romania. Gli ufficiali, per tutta la durate della Grandi Manovre, alloggiarono ad Arona presso l’Hotel Simplon.

La Commissione d’Inchiesta che controllò in particolar modo il funzionamento dei vari servizi, sanitari, viveri ed equipaggiamento, alloggiò invece ad Orta presso l’Hotel Belvedere.

La Direzione Generale delle Grandi Manovre venne posta presso Borgomanero.

Le Grandi Manovre furono l’occasione per sperimentare numerose nuove apparecchiature e congegni militari, in particolare:

  • Nuovi forni da campo;

  • Artiglierie tipo Krupp;

  • Impiego sul campo della radiotelegrafia;

  • Utilizzo massiccio dei camion per il trasporto di viveri e materiale e delle automobili per il movimento dei graduati (il deposito si trovava a Borgomanero nei locali del macello pubblico dove vennero parcheggiate circa quaranta autovetture);

  • Utilizzo delle prime motociclette;

  • Impiego dei cani da guerra: di razza collies vennero sperimentati dal I Corpo d’Armata per il servizio di corrispondenza o di vedetta;

  • Intenso utilizzo delle linee ferroviarie per la movimentazione del materiale e delle truppe.

 

Le Grandi Manovre ebbero inizio alle 5 del mattino del 28 agosto e avrebbero dovuto terminare il giorno 6 settembre, in realtà si chiusero anzitempo il giorno 2 settembre. Il motivo principale della prematura interruzione fu costituito dalla vittoria del partito invasore (rosso) sul partito difensore (azzurro) oltre che il maltempo che caratterizzò le ultime giornate delle operazioni.

Per tutto il periodo delle Grandi Manovre il Re Vittorio Emanuele III alloggiò presso la villa del Marchese Leonardi a Gattico. A bordo della sua autovettura, il re visitò le zone attorno al lago d’Orta, dalla Madonna del Sasso a Boleto, al colle della Guardia di Bugnate, per poi giungere l’ultimo giorno al Colle di San Colombano a Briga Novarese.

In occasione delle esercitazioni, la Tipo-Litografia Antonioli di Gozzano provvide a pubblicare una Cartolina Commemorativa che ebbe ampia diffusione e venne spedita da numerosissimi soldati alle proprie famiglie.

 

(a cura di Fabio Valeggia)